Il Parco dei Faggi, un pezzo di storia di Padova
IL PARCO

GLI ALBERI E GLI ARBUSTI
(La scheda di ogni elemento è visualizzata cliccando sulla voce in elenco)
Il Parco dei Faggi è immediatamente a sud del Ponte di Voltabarozzo fra Via Vecchia e Via Piovese e prende il nome da tre splendidi faggi a foglia di felce, alberi ornamentali che vivono nella zona centrale del Parco.
Uno di questi faggi è censito come monumentale e risale, almeno, all’insediarsi degli ultimi proprietari, la famiglia Sgaravatti, negli anni venti del Novecento.
L’albero dimora nel giardino della Scuola Media ‘Stefanini’, che occupa la vecchia dimora degli Sgaravatti.


BREVE STORIA DEL PARCO
Le prime notizie certe sul luogo risalgono a fine ‘700 – inizio ‘800, con la presenza di una casa padronale denominata Ca’ Cittadella, dal nome del proprietario Andrea Cittadella, che voleva una “casa di villeggiatura” con orti e giardini, allora situata tra la via Vecchia a sud e la via Nova per Piove.


Cà Cittadella è l’attuale edificio in architettura veneta addossato alla palestra (simmetrica, con atrio centrale in direzione nord-sud). Questa casa passò di proprietà in proprietà finche il 17 dicembre del 1855 il fondo divenne proprietà, per 12.500 lire austriache in monete d’oro o argento, del nobile conte Leopoldo Ferri che fra il 1857 e il 1860 costruì una Villa denominata Villa Giulietta, dal nome della madre (l’attuale sede della Scuola Elementare ‘Stefanini’).
Nel 1902 Leopoldo Ferri, forse per affari finanziari finiti male, oppure per un matrimonio senza eredi, vendette il fondo, la villa e tutti i suoi preziosi mobili alla Baronessa Vittoria Treves.
Nel 1927 la baronessa cedette la villa e il parco al commendatore Vittorio Sgaravatti che ne fece la sede della società ‘Sgaravatti Sementi’.
A nord di Villa Giulietta nel 1928 venne costruito un edificio adibito a deposito per sementi, oggi sede della Scuola Elementare ‘I. Nievo’

Antistante al deposito, a nord, c’era un ampio giardino quadrato all’italiana, con lati in siepe di bosso e quattro viali centrali confluenti alla rotonda vasca d’acqua (tutt’ora esistente) posta al centro. Nel contempo Vittorio Sgaravatti arricchì l’appezzamento di terreno attorno a Villa e Semenzaio con piante pregiate, facendogli assumere l’aspetto di un vero e proprio orto botanico.
Per varie vicissitudini familiari e patrimoniali, la società Sgaravatti entrò in crisi e fallì nel 1969 e tutti gli immobili furono acquisiti dal Comune di Padova nel 1970.
