IL PARCO IRIS, un’oasi verde nel cuore di Padova
IL PARCO

GLI ALBERI
(i numeri identificano i singoli alberi sulla mappa. La scheda di ogni albero è visualizzata cliccando sulla voce in elenco o sull’immagine a fondo pagina)
GLI ARBUSTI
(Gli arbusti non sono identificati sulla mappa. La scheda di ogni arbusto è visualizzata cliccando sulla voce in elenco o sull’immagine a fondo pagina)
Il Parco Iris, con una superficie di quasi 65.000 mq, è il più grande parco di Padova ed è parte di un “cuneo verde”, lembo di paesaggio agrario a sud-est di Padova, che si inoltra più profondamente di tutti gli altri nel corpo centrale della città.
Il parco ha un ruolo ambientale rilevante contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria, alla regolazione del microclima urbano e fungendo da rete ecologica, interconnessione fra spazi naturali e contesto antropizzato anche grazie al collegamento con il sistema fluviale del Canale Scaricatore e del Canale S. Gregorio.

La vegetazione che lo popola contribuisce alla regolazione del microclima urbano, alla riduzione della temperatura, alla produzione di ossigeno e alla mitigazione degli effetti dell’inquinamento.
All’interno del parco prevale la vegetazione tipica della Pianura Padana, caratterizzata da acero campestre, carpino bianco, ontano nero, frassino, gelso, platano, farnia, robinia e tiglio.
Sono presenti anche specie prettamente ornamentali come il liquidambar, l’albero dei tulipani, l’albero delle lanterne cinesi, l’ippocastano ed arbusti come l’agrifoglio, il calicanto, l’osmanto, la fotinia, il sinfocarpo e la lonicera.
Il laghetto circolare nella parte centrale del Parco attira diverse specie di uccelli ed è dimora di alcune testuggini di origine americana.
Il parco riveste un ruolo ecologico e sociale rilevante rappresentando un importante luogo di incontro e di svago.
LE ORIGINI DEL PARCO
L’idea di realizzazione del parco comincia a delinearsi a metà del 1900 quando gli intensi ed estesi interventi di urbanizzazione dell’antico territorio di Terranegra per la costruzione dei quartieri San Prosdocimo, San Camillo, Forcellini e Terranegra richiedevano, in virtù delle legislazioni nazionale e regionale, che il Comune di Padova individuasse delle aree verdi, ricreative, per il benessere dei cittadini e la salute dell’ambiente.
Intorno al 1897, primo anno di governo del Regno d’Italia dopo la cacciata degli austriaci, la zona di Terranegra contava circa 850 abitanti e meno di 200 tra povere case e casoni.
Quella grande area (circa 900 campi) si estendeva dal Ponte di Ponte Corvo e in direzione est, raggiungeva il Canale Roncajette il cui corso tortuoso separava Terranegra dal paese di San Gregorio scomparso negli anni ’60 per la costruzione della grande Zona Industriale ed Interporto merci di Padova che occupano circa 12.000.000 mq.
In passato quattro strade carrabili, strette e sinuose, costeggiate da fossati, tagliavano quella amena campagna aperta e la percorrevano per collegare la vecchia chiesetta di San Gaetano Thiene, del 1674, alla città. Parte della viabilità per i poveri commerci locali passava allora sugli argini del fiume oggi trasformati in bellissimi percorsi pedonabili e parte sull’acqua, per il transito da una sponda all’altra, con il traghetto comunale al Passo della Burattara e con altri legni, ad uso privato, per la pesca nel fiume.
Intorno al 2020 lo stesso territorio era abitato da circa 10.200 abitanti a cui bisognava aggiungere un buon numero di studenti con grande bisogno abitativo. Le esigenze della vita moderna hanno aumentato ulteriormente la superficie occupata per la costruzione delle strade, dei negozi, delle strutture e degli impianti pubblici in genere.
GLI ALBERI




















GLI ARBUSTI









